xD
ho vinto il premio originalità al contest di biancaneve!!!
sono contentissimo!
il template è quella [-merda-] che trovate 3 post + giu!
Grazie ArancioMacchia!
si...
un template sui 7 nani, precisamente su un solo nano.
E' orrendo---ho trovato solo questa immagine---ma particolare XD
è per un contest (Snow White Contest) su Biancaneve.
Dimenticavo:allegata una storiella su un nano killer. Oo
Ciao! ne scrivo un'altra...su una storia realmente accaduta...ma rigirata nella padella.
il testo comprende contenuti espliciti che potrebbero offendere. Se siete malati di cuore, facilmente suscettibili o semplicemente troppo arrapati...vi consiglio di non leggere ^^
il terzo
Tre è il numero perfetto, dicono. Tre sono i magi, i posti sul podio, i colori della Bandiera, gli episodi del Signore degli Anelli. Ma il numero Tre è perfetto soprattutto nel godimento. In Tre si gode per Tre. Quella volta, io ero il terzo di Tre.
Era estate. Io, lei e lui eravamo gli unici ad essere rimasti in città, mentre i nostri amici se la spassavano al mare. Era luglio, un luglio come gli altri, caldo ma umido. Quella sera, però, faceva freddo. E noi trovammo il modo di riscaldarci. In centro c'era un palazzo abbandonato, l' "Archivio", nel quale non entrava mai nessuno. Era il nostro segreto. Mesi prima avevamo scelto una stanza, pulendola alla meglio e sistemandoci un vecchio materasso di spugna per stare più comodi, nella quale avremmo potuto fare tutto il cazzo che volevamo in pace e soprattutto in segreto, qualora lo volessimo. La clausola era una sola: "Quello che succede nell'Archvio rimane nell'Archivio". Quella sera, nessuno aveva avuto in mente di fare un "menage à trois", eppure, desiderosi ma poco fiduciosi nelle restrizioni altrui, ci avviammo al palazzone, come ipnotizzati da un suo richiamo. Lei era in nero. Minigonna "a fronzoli" abbastanza corta da lasciar fuori le alte coscie magre e scorgere un cenno del suo culetto d'oro, ma poco pretenziosa, di quelle da Lolita, ingenue ma provocanti. Corsetto nero, che le amplificava la sua seconda piena di reggiseno. Dècolletè nere, tacco 9. Capelli neri lunghi fino ai lombi, raccolti da una fascia e legati da miriadi di treccine alla brasiliana, sottili e...sexy. Trucco non troppo pesante, solo quanto basta per completare due splendidi occhi verdi smeraldo e due delicate labbra di porcellana. Era la nostra Catwoman. Noi maschi, invece, non abbiamo bisogno di eloquenti descrizioni, in quanto servirebbero solo tre parole: jeans, maglietta e attributo eretto.
Aprimmo lo spesso portone di legno invecchiato. Salimmo le scale fino ad arrivare al primo piano, dove c'era la nostra stanza. Ci sedemmo sul vecchio e lurido materasso, finora sede di lunghe chiacchierate tra amici, per profanarlo. Tutto iniziò da Lui.
"Uff...cosa facciamo?Che palle..."
"Ci vorrebbe una scopata..." Esordì poco dopo Lei, in tono scherzoso, ma intenzionata a metterci la pulce nell'orecchio...
"Che aspettiamo...?" Replicai Io, scambiandomi uno sguardo di maliziosa intesa col mio compagno d'avventura del mio stesso sesso.
Tra di noi, io ero in un certo senso il punto di tramite tra lui e lei, nel senso che conoscevo abbastanza entrambi e avevo la giusta confidenza con lei per iniziare una manovra erotica in maniera ingenua e apparentemente scherzosa. Iniziai a fare finta di toccarla come fosse la mia troia, e subito Lui mi seguì. Iniziammo a baciarla sul collo, ostentando le nostre reali intenzioni. Io la baciavo lentamente e dolcemente, lui le respirava addosso con passione e adeguata violenza. Lei ansimava. Si reggeva alle nostre braccia, muoveva ritmicamente i fianchi, sensuale come poche. A volte graffiava. Si dimenava. Gemeva. Quando godeva di più, la sua espressione cambiava, gli occhi le brillavano al buio della lurida saletta illuminata dalla luna. I nostri cazzi le accarezzavano le coscie, poi iniziarono a muoversi scalpendole le anche, fino a finirle entrambi addosso, appropriandoci delle sue dorate coscie. La spogliammo. Io le misi la mano sotto il reggiseno, Lui sotto la gonna. Le succhiai il capezzolo destro, muovendo la lingua sempre più veloce, mentre il mio pene si eccitava tra le sue mani sottili e calde che lo dimenavano su e giù. Lui le leccava le labbra, intanto. Le allargava, si faceva spazio con le dita fino ad arrivare con la lingua al clitoride. E lei godeva. Come se godeva. Era il momento della bocca. Mentre lui era impegnato di mano, lei prese il mio in bocca. Leccava il glande con movimenti circolari, poi scendeva giù immergendosi per tutta la sua lunghezza, fino in gola. Per fortuna non venni subito. Subito dopo la montammo, finalmente. Lui davanti. Io dietro. Lei aperta. Bacino all'indietro. Noi di lato. Io le tenevo la gamba destra, lui le massaggiava violento il culo, di mia proprietà. Entrambi le baciavamo il collo. Lei ci sapeva davvero fare, ma la cosa bella fu che noi maschietti riuscimmo a tenere lo stesso ritmo per tutta la durata della scopata. Ora gemevamo tutti, ma in modo diverso. Lei urlava di godimento, lui ostentava il suo piacere in contorte facce arrapate, mentre io emettevo solamente piccoli e profondi gemiti, sentendomi virile mentre le accarezzavo l'interno coscia e la tenevo saldata a me attraverso il mio attributo. Lui spinse l'ultima volta, si scaraventò fuori dalle sue viscere e venne furiosamente. Io, invece, finii davanti dopo poco, venendo ad ampi schizzi.
Ci rivestimmo. Scendemmo le scale. Aprimmo il portone e lo chiudemmo di scatto provocando un forte boato. Avevamo scopato per oltre un'ora, senza mai baciarci. Eravamo complici, sapevamo che ciò che succede all'Archivio rimane all'Archivio, e preferivamo non farci coinvolgere. Forse era meglio così.
Fu quando loro due si baciarono seduti alla panchina della fermata dell'autobus, che capii di essere stato soltanto il terzo, il loro punto di collegamento. Ero stato usato per una cosa a 2+1, ma giuro, darei me stesso per provare un piacere più grande.
ciao nargu...grazie x l'invito!
comincio subito con il mio pezzo forte...la prima volta! (premetto ke è tutto inventato!O quasi)
SE SIETE MINORENNI, VI PREGO DI NON LEGGERE.QUANTO SCRITTO INCLUDE CONTENUTI ESPLICITI E POTREBBE OFFENDERE.
...luglio 2002, Praga.
Un'estate di fuoco, quella che si prospettava. Quindicenne, in vacanza con i miei, l'unica cosa che bramavo dalla vita era un paio di labbra umide, nelle quali immeggere la lingua, far scivolare le dita e con le quali perdere la mia verginità. SCOPARE. Questa era la parola chiave in una Praga notturna e sensuale, lontana dalle affascinanti architetture -alle quali, immaturo quale ero, non mi interessavo affatto- dall'atmosfera 'goticheggiante',come soleva dire mio padre, che si avvertiva guardando gli imponenti palazzi e che si concretizzava nella medievalità del centro storico.No.La Praga notturna era popolo di arrapati, puttane e trans. Dopotutto, questa è l'Europa orientale, territorio della birra al prezzo dell'acqua. I miei sono sempre stati molto permissivi con me e mio fratello Emanuele, avendoci sempre considerati ragazzi svegli e perspicaci. Così, mentre loro alloggiavano all'hotel di zona -un tre stelle, non ricordo neanche il nome- mi lasciavano uscire la notte x 'fare amicizia'. Poveri ingenui. Sta di fatto che, non avendo idea di dove poter andare, mi rifugiavo sempre in un locale-bordello di quartiere vicino l'hotel. Amici miei, ho capito cosa significava vivere in quei momenti. Stranamente, non mi chiesero carta d'identità, d'altra parte ho avuto uno sviluppo molto precoce, e a 15 anni non sarebbe stato difficile scambiarmi per un diciottenne. Il locale era molto stretto, incavato sotto un'antica struttura in pietra, eppure, ricordo, era molto caldo e specialmente..."accogliente". Luci verdi e blu sul pavimento,rosse sul soffitto e intorno al banco delgi alcolici, oasi della sala al quale affluivano non tutti, ma gran parte di quegli ubriaconi allupati, la cui età media era indefinibile, perchè oscillava tra 20 (la fascia d'età degli universitari in viaggio con gli amici il cui unico obiettivo è la fica) e 50 (la fascia d'età dei vekki repressi e insoddisfatti in viaggio da soli il cui unico obiettivo è...la fica). Mi sedetti ad un tavolo nell'angolino, vigile ed impacciato ma allo stesso tempo icuriosito e...si...eccitato. Eccitato dall'intero locale. Dalle cubiste. Dalla musica 'stimolante'. Dall'atmosfera calda e sudorante. Al centro del "piccolo inferno", un palchetto ospitava tre alti pali con altrettante cavallone, di quelle alte, bionde, con grosse tette rifatte e due gambe come solo una dell'Est può avere. Gli occhi. I loro occhi, seppur verdi e gelidi, ispiravano solo una cosa. E noi sappiamo di cosa sto parlando. Guardavo affascinato, ipnotizzato, e me lo massaggiavo, quasi a segarmi. I miei boxer iniziavano a grondare di sudore. Poi vidi una cosa. Anche se ero piccolo, avevo la mia cultura di film porno, tra i quali figuravano anche orgie di maschi e femmine. Una cosa però era vederla dal video, un'altra era assisterci. Ebbene si, in una stanza con una curiosa scatola gigante di vetro si stava consumando la vecchia arte. Cinque ragazzi contro dieci credo, i miei occhi vedevano solo corpi sudati e gementi, muoversi come se fossero in un quadro di Van Gogh, in armonia. Ce n'era una, giovanissima, forse sui 18, che si faceva montare da due universitari, uno da dietro l'altro in bocca, che succhiava finchè non arrivava in gola, un'altra che lo prendeva davanti, bionda mora con due coscie da mozzare il fiato, che urlava mentre un uomo robusto e possente penetrava 'con classe' nella sua vagina, poi la leccava e ricominciava sempre più forte. Altri erano attorno a due lesbiche, e toccavano, leccavano, le baciavano, e loro giù a lavorar di mano. A me brillavano gli occhi. Che avrei dato per partecipare, ma intuii che si trattava di una cosa a pagamento così preferii guardare. La mano scendeva, scendeva, ora era dentro i pantaloni e impugnava l'uccello per intero. Poi...lei. Una 'gnoccona' sui 25. 1,80 almeno. Le misure? Non saprei dire con certezza, ma sono sicuro che sfiorava i 120-60-90, insomma, bel fisico (due tettoni...), accompagnato da una "faccia-da-puttana" con non molto trucco, il quale però era molto contrastante con i suoi lineamenti cecoslovacchi. Occhi azzurro ghiaccio. Labbra rosse e carnose. Era il mio sogno erotico. Che si stava realizzando. Mi disse qualcosa nella sua lingua, le dissi in inglese che non capivo, mi portò nella stanza a fianco, uno sgabuzzino con una poltrona ed un materasso abbozzato. Chiuse la porta. Il mio pene stava fremendo, i miei occhi luccicavano. Mi mise una mano nei pantaloni. Lei era fredda ma maliziosa. mi guardava con sguardo ammiccante, mi sentivo potente, ma capivo che dopotutto era il suo lavoro,e non ero io ad eccitarla a tal punto. Lo prese in mano. lo avvicinava alla bocca. Io tremavo. Poi iniziò...su e giù...su e giù...succhiava...succhiava...trattenevo lo sperma in uscita...la tenevo dalla testa. Giuro che volevo piangere. Ero troppo felice! Era la mia prima pompa! Poi smise...si spostò sul materasso abbozzato e iniziò a toccarsi. Ansimava...come una troia. Alzò le gambe...tolse il tanga bianco perla che indossava e le aprì per bene. Finalmente vedevo una fica. La prima in tutta la mia vita...Mi avvicinai, ci baciammo, in maniera molto squallida direi, leccandoci a vicenda. La toccai, iniziai dal grosso seno per poi scendere fino al 'forno cado', come dicevamo io e i miei amici. Le spalmavo le labbra sbrodolanti, e facevo penetrare prima un dito, poi due. Sono sicuro che sarebbe entrato anche il terzo. Anche se ero vergine devo dire che non persi tempo, dopotutto non avevo niente da perdere e tantomeno avevo paura di far figure del cavolo, tanto chi mi conosceva... lei mi diede il preservativo, ma non sapevo metterlo, e rifiutai. Glielo misi delicatamente accompagnandolo con la mano. Spingevo lentamente, poi aumentavo sempre di più. Rispetto a quello che mi raccontava mio fratello -allora ventenne- devo dire che fu facile 'metterlo dentro'. Forse anche a causa dell'elevato diametro di quel 'ficone'. Spingevo sempre di più, lei mi toccava, mi graffiava il sedere, come mi piaceva!!! Io le toccavo i seni...la baciavo. Lei fingeva un orgasmo (lo capii dopo...), io sentivo di stare sognando. Cambiammo posizione. Lei sopra, mi dava le spalle. Non sapevo come orientarmi, piegai le gambe e iniziai a spingerglielo nel culo. E là fece più male. Un male benigno, stimolante per il glande. Vedendo il suo culo tondo e sodo...provocante...seducente... venni. Non so quanto schizzai, so solo che si incazzò a bestia per esserle venuto nel culo, ma niente di che. Mi rimisi la t-shirt, i boxer e i bermuda. Lei si rimise il tanghino bianco e mi disse altro in un inglese improvvisato:"Give-me-money" Speravo di aver capito male...le chiesi timidamente:"Cosa?" e lei, avendo capito che ero italiano:"VoLio i sol-di".Cazzo. Fu la prima cosa che pensai. Ero livido in faccia, ora stavo davvero per piangere...dal panico. Ma lei, vedendomi così innocuo, indifeso, forse capendo che ero alle prime armi, si limitò a baciarmi sulla guancia e dire nel suo italiano cecoslovacchizzato:"Non fa niente, bello..."
ps:scusate gli errori grammaticali...di solito non ne faccio...è ke sn le 2 di notte e non ho testa x rileggere tutto sto romanzo!!!
buonanotte
